SPEGNIAMO TUTTO : il primo febbraio dalle 19.55 alle
20.00
Azione contro i cambiamenti climatici
Il primo febbraio 2007, partecipate alla grande
mobiltazione dei cittadini contro i cambiamenti
climatici.
L'Alliance pour la Planète (un gruppo di associazioni
ambientali) chiamano semplicemente tutti i cittadini :
5 minuti di riposo per il pianeta! Tutti spegniamo
luci e apparati elettrici il primo febbraio tra le
19.55 e le 20.00.
Non per risparmiare cinque minuti d eletricità solo in
questo giorno, ma per attirare l'attenzione dei
cittadini, dei media e delle autorità sul problema
d'energia e l urgenza di passare all'azione!
5 minuti di riposo per la pianeta : non prende molto
tempo, non costa niente, e mostrerà ai candidati che
il cambiamento climatico è un soggetto che deve pesare
nel dibattito politico.
Perchè il primo febbraio? Questo giorno uscirà, a
Parigi, il nuovo rapporto del gruppo di esperti
climatici delle nazioni unite.
Non dobbiamo lasciare passare l occasione di puntare l
urgenza della situazione climatica mondiale.
Se partecipiamo tutti, questa occasione avrà un reale
peso mediatico e politico!
Fate circolare al massimo questa chiamata intorno a
voi.
Grazie.
Avete sentito come si è subito "scaldato" berlusconi appena è giunta la notizia che potrebbero riaprirgli il processo SME? Subito ha dichiarato che l'italia non è un paese democratico, che si rischia la dittatura, che lui è un perseguitato politico e via e via col suo repertorio. Ecco come lo giudicano all'estero...
"Il processo in corso a carico di Silvio Berlusconi, l´ennesimo per frode fiscale e falso in bilancio, non ha maggiori probabilità dei precedenti di concludersi. I suoi avvocati faranno in modo di guadagnare il massimo di tempo e i fatti cadranno in prescrizione. Una mezza dozzina di leggi sulla giustizia, votate nella legislatura precedente, sono servite nei processi di Silvio Berlusconi e delle persone a lui legate"
Le Monde, 22 gennaio

YANKEE GO HOME!
Berlusconi non aveva ancora finito di dire che Prodi è amico degli hezbollah e nemico degli americani, che il nostro buon governo di centro-sinistra lo ha subito tranquillizato dando il via libera alla costruzione dell'ennesima base americana su suolo italiano, a Vicenza. Fassino aveva tentato, a voce bassa, per non disturbare troppo, a proporre un referendum per sentire cosa ne pensasse al gente del luogo. Ora penso non se ne farà di niente, perchè è giusto che il nostro territorio che lo scippi l'esercito americano.
Lascio stare il discorso sul fatto che ci sono già 113 basi (ripeto: 113) basi militari in Italia (che quindi, di fatto, è un paese occupato) e che queste basi, caduta l'Urss, non hanno più alcuna ragione di esistere (se non come appoggio strategico all'impero mondiale americano). Tralascio il senso di indignazione verso questa ennesima dimostrazione di sudditanza verso un paese che da decenni sta dimostrando di non essere più "civile" ma di aver eretto violenza, tortura, soprusi, arroganza e guerra come suoi unici ideali.
Dico solo questo: perchè il buon Prodi non ha detto: ok, vi facciamo costruire la vostra base del cazzo, però voi in cambio ci date
- l'assasssino di Nicola Callipari
- i rapitori di Abu Omar
- gli assassini del Cermis
- i dati sugli aerei americani che volavano su Ustica al momento dell'abbattimento del nostro aereo passeggeri...
- i dati sugli ordigni nucleari depositati su territorio italiano (denuclearizzato) nelle basi americani.
Perchè non l'ha detto? Almeno lo scambio sarebbe stato un po' più equo... invece no, testa bassa e zitti. Becchi e bastonati. Bella sinistra del cazzo abbiamo al governo... invece di decidersi a fare una legge sul conflitto di interessi leccano il culo agli americani.
Per rabbia ho fatto questo foto-album.
Appello per il ritiro dei soldati italiani dall’Afghanistan
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In Afghanistan è in corso dal settembre 2001 una guerra di aggressione , avviata con la legittimazione della vaghissima risoluzione ONU 1.368 e poi dall’ agosto del 2003 condotta dalla Nato .
Una guerra di fatto volta al controllo strategico e allo sfruttamento delle risorse economiche dell’ area e contraria dall’ inizio alla legalità internazionale , alla quale il Governo Italiano ha aderito violando l’ articolo 11 della Costituzione Italiana .Una scelta che è stata decisa per mera subordinazione e viene sostenuta per "non essere esclusi dal governo del mondo" . Come si legge dal sito della difesa del Governo Italiano alla voce "Sviluppo dell’operazione" troviamo esplicitato il vero significato di questa guerra : "l’operazione militare è parte della guerra globale che impegna la grande coalizione nella lotta contro il terrorismo, denominata ’global War against Terrorism’ . La guerra include, per definizione, la distruzione di vite umane e l’accettazione della soppressione dei propri simili come "mezzo di risoluzione delle controversie". Dalla fine del 2001 ad oggi , la guerra in Afghanistan ha causato più di 50.000 vittime.
Questa ci pare una semplice descrizione dello stato di cose: una constatazione, non un’interpretazione. La "guerra al terrorismo" è una realtà insensata poiché si traduce in aggressione armata ad un paese . L’idea d’ instaurare con le armi democrazia e diritti, ha esibito nei fatti il suo fallimento. Anche per chi non la "ripudia", anche per chi la sostiene, la guerra in Afghanistan non riesce a enunciare propri obiettivi condivisibili, realistici, raggiungibili. Né la guerra al terrorismo, né la condizione dei diritti delle donne Afgane , né la lotta al narco-traffico, hanno prodotto dei risultati apprezzabili, anzi assistiamo oggi sotto il governo dell’ Alleanza del Nord , sostenuto dagli Usa , ad un forte peggioramento sia della sicurezza del paese, in mano ormai ai terribili signori della guerra,sia delle condizioni delle donne Afgane, prive di libertà come al tempo del regime Talebano, sia all’ aumento dei traffici illeciti di droga .
L’Italia potrebbe realisticamente essere un soggetto attivo di politica internazionale connotato da una volontà incondizionata di pace, da un assoluto ripudio della guerra .
Confermando la partecipazione alla guerra in Afghanistan, il governo Prodi rinuncia a costruire questa identità per sottomettersi e conformarsi a scelte già risultate devastanti. La disponibilità alla guerra non è "un" tema paragonabile ad altri, ma definisce in maniera essenziale e decisiva la natura culturale fondante dei soggetti politici che compongono il Governo attuale , il quale ha varato una finanziaria che stanzia 1 miliardo e 700 milioni di euro in sostegno alle spese militari.
Il movimento per la pace - e dunque contro la guerra - non ha "governi amici" a priori. Deve in ogni caso sottrarsi a "comprensioni" o "crediti di fiducia".
Il nostro più netto rifiuto degli orientamenti governativi sull’Afghanistan non esprime soltanto coerenza nelle convinzioni. Include una richiesta e una proposta: il ritiro delle nostre truppe dal fronte di guerra e l’assunzione da parte del nostro Paese di un ruolo internazionale di forte discontinuità con la precedente gestione di centrodestra, nel tentativo di porre rimedio agli immani disastri compiuti dalla missione militare.
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FONTE: www.ildialogo.org