IO NON VOTO BERLUSCONI

Avevamo raggiunto i 1000 contatti in soli due giorni, e tantissimi post. Qualcuno però ha voluto censurarci (effetto dell'accesso libero) e ci ha cancellato il blog, noi lo abbiamo riaperto! Abbiamo trovato un modo per garantirci che nessun post venga cancellato. DOVETE ACCEDERE DA SPLINDER CON USER: NONVOTOBERLUSCONI2 e PW: NOBERLUSCONI2 una volta loggati sulla colonnina di destra troverete l'accesso a IONONVOTOBERLUSCONI. E potrete di nuovo postare quello che volete, provare a vincere un biglietto di treno per arcore per andare a dire a B. cosa davvero non sopportate di lui e avere l'attestato di antiberlusconiano doc. se sei su splinder puoi accedere senza passare per iononvotoberlusconi2. manda una mail a cultura@triciclisti.it , sarai invitato alla community del blog e potrai postare direttamente dal tuo accesso.

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domenica, 25 ottobre 2009

Visto che l'opposizione non lo fa, le dimissioni di Berlusconi le chiede il popolo della rete!
Su FB superati i 100.000 iscritti!
E continuano a crescere!!
Yo !



Postato da: solaria alle 11:11 | link | commenti |

mercoledì, 07 ottobre 2009


Postato da: solaria alle 23:07 | link | commenti |

lunedì, 31 agosto 2009

DI CHI E' IL SIMBOLO DELLA LEGA???

Postato da: solaria alle 21:53 | link | commenti |

lunedì, 02 marzo 2009

Berlusconi e Dell'Utri indagati come mandati delle stragi di Capaci e di Via D'Amelio.
Guardate il video fino alla fine.
Sono atti giudiziari ufficiali, non chiacchiere.


Postato da: solaria alle 22:03 | link | commenti |

giovedì, 29 gennaio 2009

WHY WE CAN'T?
:°(

Postato da: solaria alle 17:10 | link | commenti |

martedì, 27 gennaio 2009

Per preparare

"Razzisteria: destra fascista in Italia e nella rossa Toscana"

Saverio Tommasi e Ornella De Zordo hanno frequentato incontri, dibattiti e concerti organizzati da aderenti a gruppi di estrema destra e da movimenti giovanili di partiti di governo, e lo hanno fatto innanzitutto con lo scopo di comprendere dinamiche e motivazioni.
Solo in seguito, affermano, si è resa necessaria l'esigenza di una pubblica denuncia politica delle connivenze culturali che gruppi di estrema destra intessono con i partiti che al momento governano il paese. Una destra estrema nelle parole, nella gestualità e nei simboli, che oramai sdoganata si richiama espressamente a ideologie di tempi passati della storia.

L'inchiesta parte da una panoramica italiana per concentrarsi sulla Toscana: Lucca, Pistoia, Prato e soprattutto Firenze, dove fra le altre cose il centro sociale di destra Casaggì (Casa di AG, cioè di Azione Giovani, organizzazione di Alleanza Nazionale), vende libri e "cimeli fascisti", come il cappellino "Boia chi molla" o spille che richiamano la doppia esse nazista.

L'inchiesta è accompagnata dal brevissimo estratto di una video/intervista a Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, in quanto abbiamo ritenuto utile fornire anche un primo, breve approfondimento "culturale".

Il video è sottotitolato per permetterne la visione anche a persone non-udenti

Postato da: solaria alle 00:15 | link | commenti |

domenica, 04 gennaio 2009

Appello in difesa della Costituzione
di Massimo Fini e Marco Travaglio

Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).
 
Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Per aderire clicca sull'immagine sottostante.


Postato da: solaria alle 18:21 | link | commenti |

martedì, 25 novembre 2008

Inchiesta de L'espresso su Renato Brunetta

La trasferta a Teramo per diventare professore.
La casa con sconto dell'Ente.
Il rudere che si trasforma in villa.
Le assenze in Europa e al Comune.
Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni.


CLICCA QUI per leggere tutta l'inchiesta.

Postato da: solaria alle 20:11 | link | commenti |

martedì, 11 novembre 2008

Postato da: solaria alle 12:28 | link | commenti |

venerdì, 31 ottobre 2008

FACCIAMOLO USCIRE
Non facciamo morire un quotidiano


Fra le tante genialate di questo governo, c'è anche quella di tagliare i fondi statali alle Cooperative Editrici. Come a dire: se sei un giornale, o hai un padrone che ci mette i soldi (e ti dice cosa scrivere) oppure, se sei libero e indipendente, ti arrangi.
In italia i giornali senza editore-padrone, basati su cooperative di giornalisti e lettori, si contano sulle dita di mezza mano. Fra questi c'è IL MANIFESTO che, entro la fine del 2008, dovrà trovare 4 milioni di euro per sopravvivere.
La situzione sulla libertà d'informazione in italia è drammatica: c'è un monopolio che, de facto, controlla tutto: tv e grandi giornali sono il megafono di un'unica voce, di un unico punto di vista. Le uniche possibilità di leggere o vedere qualcosa fuori dal coro si possono trovare su internet o sul satellite. Ma chi sa navigare in rete e guarda le tv satellitari è ancora una minoranza.
L'importanza, quindi, di avere un giornale in edicola che faccia opposizione, che stimoli la coscienza critica di una nazione, è fondamentale. Un argine contro una deriva preoccupante. Altrimenti ci meritiamo licio gelli che pontifica in tv e il tg2 che fa passare gli squadristi di Piazza Navona come vittime.

Ecco come potete partecipare alla campagna di sottoscrizione a favore de IL MANIFESTO

-On line, versamenti con carta di credito sul sito ed è il metodo più veloce ed efficace.

-telefonicamente, sempre con carta di credito, al numero 06-68719888, o via fax al numero 06-68719689. Dal lunedì al sabato, dalle ore 10,30 alle 18,30. Dove potete telefonare anche per segnalare, suggerire e organizzare iniziative di sostegno.

-Con bonifico bancario presso la Banca popolare etica – Agenzia di Roma – intestato a il manifesto – IBAN IT40K0501803200000000535353.

-Con Conto corrente postale numero 708016, intestato a il manifesto Coop. Ed. Arl. - via Bargoni 8 – 00153 Roma.

Postato da: solaria alle 23:35 | link | commenti |